24 agosto 2010

Luna di città d’agosto

Non esistessero cose aberranti e obsolete come le chiusure aziendali, io sarei felice di passare agosto in città. Non ho mai capito quelli che “no, la città d’agosto è spettrale, è triste, non mi piace”. Ad agosto la città è tranquilla, silenziosa, vivibile. Non c’è traffico, e si può andare in centro per vetrine il sabato pomeriggio senza il rischio di essere travolti dalla calca, per non parlare dell’emozione di prendere l’auto senza la paura di rimanere imbottigliati in qualche ingorgo.
Ma c’è un aspetto in particolare che mi piace della città in agosto.
Mi piace passeggiare la sera per le strade del quartiere, ascoltando i suoni che escono dalle finestre aperte con l’illusione di far entrare una frescura che non c’è, sbirciare tra le fessure delle tapparelle, e guardare sulle facciate dei palazzi il mosaico delle luci accese, che vanno dall’azzurrino delle lampade a risparmio energetico al giallo delle lampadine ad incandescenza, il tutto modificato dai lampadari e filtrato dalle tende.

16 luglio 2010

Viuuuulenza!!!

Ieri sera stavo tornando dalla palestra – sfatto come al solito, ma questa è un’altra storia. Sull’autobus la mia solita nicchia ecologica – lo strapuntino nello snodo – era occupata, e allora mi sono seduto, cosa più unica che rara. Sul sedile di fianco a me c’era una madama. Quando l’autobus ha svoltato in Corso Vittorio ed è passato di fronte al Tempio Valdese, la madama si è fatta il segno della croce, neanche fosse un cane di Pavlov.
Mi sto ancora pentendo di non averla presa a ceffoni urlandole quanto fosse ancora più inutile il suo gesto inutile, visto che non si trattava di una chiesa cattolica consacrata e cazzate accessorie.

7 giugno 2010

La crisi che non c’è/2

Dopo più di 10 anni di onorato servizio, venerdì mi sono accorto che una polo è mezza scucita e non più mettibile. Perciò sabato mi sono guardato attorno in cerca di una sostituta. Per prima cosa sono andato dal fido Celio: c’era giusto giusto una promozione 3×2 sulle polo, ovvero la meno cara era gratis. Peccato che le polo che piacevano a me costavano almeno 20 euro, e mi sembrava un po’ troppo. Poi ho avuto la sventurata idea di andare da H&M, che deve morire. Deve morire perché ha un micro reparto uomo e un negozio (dis)organizzato in modo da impedire di muoversi. GB Sportelli è caro, e vabbe’, niente di nuovo sotto il sole. Poi, trascinandomi dietro il povero Oscar :-P ho fatto un ultimo giro in Via Di Nanni, dove le polo meno care erano quelle di Sisley (!), per la modica (?) cifra di 26 euro.
Io mi chiedo e mi domando, ma chi cazzo è che compra polo a 70 euro a botta? Ma con ’sta cazzo di crisi, com’è che ’sti ladri di negozianti non hanno ancora chiuso?

1 giugno 2010

Orfano

È finito Lost (per sempre), è finita la prima stagione di V, è finita la seconda stagione di Fringe, è finito FlashForward (per sempre pure questo, e che stronzi, anche se sapevano che non ci sarebbe stata una seconda stagione hanno fatto lo stesso il cliffhanger, maledetti).
Per fortuna da metà giugno comincia la terza stagione di True Blood: potrò rifarmi gli occhi con Jason, Lafayette, Bill e varii vampiri ambigui e infoiati – e pare che compaiano pure i licantropi, yum!

31 maggio 2010

Il paese reale

Qui a Torino sto lavorando nel gruppo che si occupa dell’interpretazione delle query immesse dagli utenti nel motore di ricerca del sito dell’azienda che fa gli elenchi telefonici. Per capire se tutto funziona e se sono possibili dei miglioramenti una parte non trascurabile del lavoro consiste nello smazzarsi i log delle query a cui non è stata restituita una risposta.
È una lettura interessante.
Ci si rende conto che la gente non sa l’italiano, non si rende conto del contesto in cui sta effettuando la ricerca, e si nota chiaramente la presenza di stranieri. Ecco un breve bestiario:
“negozio di rici trasmittentinti” (senza parorole)
“agenzia puttane” (Patrizia D’Addario docet)
“abruzzo ruttami” (e scoregge no?)
“ditte construczioni” (dalla Polonia con furore)
“agenzia cnuo eafiore” (dislessia amica mia)
“azienda acricola il ranch srl” (questa è ripetuta più volte, della serie: errare è umano, perseverare…)
“agenzia ramstad” (se non trovi lavoro un motivo ci sarà)
“rivenditore whirpol” (figuriamoci i nomi stranieri…)
“azienda secure itimrworldwidecom cgi bin 0″ (ti sei dimenticato 2.0, che fa sempre figo)
“orario de l oficio” (siamo spiacenti ma, al netto degli errori, il servizio telepatico non è ancora entrato in funzione)
“ditta liao jiyi” (l’urlo di chen terrorizza l’occidente)
“roma sparita” (Umberto, di’ a tuo figlio che così non funziona)
“agenzia inttirennale” (chiedi al tuo amico che cerca ramstad)
“agenzia immboliare ciaffaraffà”
“rivenditore caterpillare” (e magari ti asciughi i capelli col phono)
“industria di camiche per vomo”
“rivendita lambmretta pato” (la lambretta di Pato?)
“assistenza videcamere jvg” (se compri le marche tarocche che t’aspetti?)
“assistenza packbell” (la prossima volta compra bangfsen, fa più figo)

28 maggio 2010

Disclaimer

Questo blog si dichiara orgoglionamente “worst viewed with iPad”.

14 maggio 2010

Non posso esimermi


Petizione pubblica per chiedere il ritiro immediato del decreto riguardante la riforma degli enti lirici in Italia.

10 maggio 2010

La crisi che non c’è

Alla faccia delle mirabolanti dichiarazioni dei ladri mafiosi e incapaci che ci ritroviamo al governo, la stringa di ricerca “cerco lavoro” è di gran lunga al primo posto tra quelle nella forma “cerco vattelapesca” sul sito della società che fa gli elenchi telefonici.

30 aprile 2010

Vita da bauscia/la fine
(ho rimandato questo annuncio il più possibile, un po’ per evitare di dare sfogo a mie reazioni scomposte, un po’ per bassa scaramanzia)
Da lunedì torno a lavorare in pianta stabile a Torino.
L’evento cui anelavo da più di un anno si è verificato, come sempre succede in questi casi, inaspettatamente e repentinamente, grazie ad una non meglio identificata congiunzione astrale (o forse perché sia la mia società sia il cliente da cui lavoro piuttosto che rischiare che li piantassi in asso hanno cercato una soluzione che soddisfacesse tutti quanti, ma non diciamolo troppo forte).
A dir la verità, per quanto sia ovviamente stra-felice, non manca una punta di rimpianto: non avrò più scuse per la mia orsaggine :-P

(P.S.: ATM non si smentisce mai e come regalo di addio mi sta regalando una settimana di rotture di coglioni niente male)

30 marzo 2010

A questo punto

Io spero nel nucleare
spero nel federalismo
nella sanità privata
nello stato di polizia
nell’affossamento della scuola pubblica
nella privatizzazione dell’acqua e dei servizi
nella più iniqua precarizzazione del lavoro
forse spero anche nella bancarotta dello stato
a questo punto
non ci meritiamo niente di meno
(e forse niente di meno basterà a far rinsavire questa nazione, anche se forse sarà troppo tardi)