17 febbraio 2010

The naked truth (A.K.A. “Amarezze”)

“E qual è il bilancio professionale di quest’ultimo anno? Su quali aspetti del tuo lavoro ti sei concentrato?”
“Sono diventato piuttosto skillato nell’ammazzare il tempo in ufficio senza dare troppo nell’occhio.”

2 febbraio 2010

Cromo vs Volpe

Tra ieri e oggi ho dato un’altra possibilità a Chrome – adesso che finalmente supporta le estensioni. Avevo stilato una bella e dettagliata lista di pro e contro, quando ho avuto l’Illuminazione, sotto forma di xml senza fogli di stile associati.
Bye bye Chrome, a quando diventerai un browser serio.

29 gennaio 2010

Post ombelicale
(post ombelicale nel senso che è un post che è stato scritto guardandosi l’ombelico)

Mi sono rotto i coglioni di stare a Milano.
Non tanto per Milano in sé – che pure basterebbe e avanzerebbe – ma sono stanco di vivere accampato, per fare un lavoro che è, a tratti, pure mortificante, con la consapevolezza di aver buttato un anno nel cesso, professionalmente parlando, e senza avere nessuna prospettiva di cambiamento.
La voglia di piantare in asso tutto e tutti è sempre più forte, non fosse che ho un mutuo e delle bollette da pagare.

23 dicembre 2009

Vita da bauscia/Lamp(ugnan)o di genio

Sull’orlo di una crisi isterica alla vista dei ritardi surreali di trenitalia (treni così in ritardo da essere riportati in anticipo sul sito di trenitalia) mi è venuta un’alzata d’ingegno: ma perché non prendere un autobus autostradale? Non sapendo cosa mi aspettasse, mi sono presentato al terminal di Lampugnano in ampio anticipo per prendere quello delle 16.15, dicendomi che tanto ce ne sarebbe stato un altro alle 17.15, e nella tragedia più assoluta facevo sempre a tempo ad andare a prendere il treno come da piano iniziale. Nel terminal c’erano un po’ di persone in attesa, e una coda media di 5 persone agli sportelli. Gli addetti, gentilissimi. Ho fatto il mio biglietto – 8 euro – e sono salito sull’autobus, semivuoto. Vabbe’, il tempo di percorrenza è più elevato di quello del treno, e causa traffico prenatalizio impazzito a Torino ha fatto 20 minuti di ritardo. Però, se penso alle migliaia di persone accampate in Centrale e a quelle surgelate in piedi sui treni, semplicemente basisco.

20 dicembre 2009

Monster computing

Niente, solo per dire che sto postando dal mio nuovo Intel Core i7 (4 core fisici con hyperthreading) con 6 giga di RAM DDR3 e la nuovissima scheda video ATI Radeon 5870, la prima e per ora unica che supporta le DirectX11. Ah, ovviamente con windows7 64 bit.

17 dicembre 2009

Vita da bauscia/antileghismo da caserma

Il macellaio – e che macellaio! – arabo all’uscita della metropolitana è sempre pieno di sciure molto italiane. Si vede che la sua salsiccia è più gustosa di quella padana.

14 dicembre 2009

L’iDiota

La soddisfazione di vedere un iDiota – che crede che uno scanner ottico riesca a leggere il codice di imbarco dallo schermo del suo iPhone – messo in fondo alla coda senza la certezza di salire sull’aereo è senza prezzo.

3 dicembre 2009

Immancabile post isterico di Natale/2009

Ieri sera mi è arrivata la precettazione per il cenone del 24 e il pranzone del 25.
Quasi quasi rimango a Berlino.

2 dicembre 2009

A Typesetter’s granny

Buenos Aires lascia perplessi i torinesi come me. Non che a Torino non ci siano vie molto commerciali con negozi à la page, ma il fatto che in pochi metri ci sia più di un negozio della stessa catena, e che anche le catene più cheap siano rivestite da una patina fighetta solo per il fatto di essere nella capitale della moda italiana beh, mi fa apprezzare vieppiù l’understatement sabaudo. Questo comunque non mi impedisce di fare shopping, eccheccavolo.
Vicino a Buenos Aires c’è il proverbiale seminterrato da cui la SECca guarda il mondo – cosa molto ammirevole, visti i finestroni dai vetri traslucidi e le grate di protezione :-P
In un’atmosfera nicotinica, tra giganteschi monitor CRT, musica ad alto volume e Restaurant City la SECca mi mostra orgogliona la nuova macchinetta del caffè a cialde – lasciandomi in verità piuttosto tiepido, dal momento che non assumo caffè né niente che lo contenga, con l’eccezione del tiramisù. Dopo avermi illustrato la bizantina procedura utilizzata per stampare documenti word, ci incamminiamo verso la banlieue difficile milanese, ovvero Sesto San Giovanni, ex feudo di Penati (parolacce e ingiurie rivolte al PD a volontà). La stazione della metro di Sesto Rondò ha le pareti blu, non mi ero mai spinto così in là, ero arrivato al massimo al verde di Bande Nere o al marroncino-stronzo-tinta-unita di Uruguay. La nonna della SECca abita in un complesso di case popolari costruite intorno agli anni ‘50, al terzo piano senza ascensore. Io abolirei i terzi piani senza ascensore, anche perché pure qualcun altro ci abita, con mio grande disappunto – nel suo caso, inoltre, bisogna aprire 40 cancelli, superare il fossato con i coccodrilli mutanti e rispondere alle domande della Sfinge, prima di poter entrare in casa sani e salvi.
Dà da pensare il fatto che di solito gli appartamenti popolari, visti con gli occhi di oggi, appaiano ben progettati e quasi spaziosi.
Mi si dice che la nonna della SECca ha quasi novant’anni: beh, io farei la firma per arrivare a quell’età come ci è arrivata lei. La tavola è già imbandita, con il set piatto piano-piatto fondo, a cui viene ingiunto di aggiungere il piattino per antipasti. La SECca esegue, prendendo però dei piatti di un altro servizio, quello bello coi bordini d’oro. Ad un’altra ingiunzione la SECca esegue nuovamente, prendendo stavolta i piatti giusti, quelli da osteria che fanno pendant con gli altri.
È tutto molto buono (slinzega, minestra, gorgonzola di capra), ma non ho problemi ad ammettere di essere rimasto folgorato dal taleggio di latte crudo, accompagnato dalla mostarda di Cremona, di cui faccio innumerevoli bis, per la gioia delle mie coronarie.
In TV c’è Bondi con la faccia di un malato terminale di cancro. Essere fedelissimi di Berlusconi evidentemente non fa bene, e la telefonata di Fini non aiuta. Bondi risulta indigesto a tutti, perciò si finisce su Medicina Generale 2, la ficscion di Rai1. Da quel poco che ho visto, Medicina Generale ambisce ad essere l’ER de’ noantri. Notevole il logo che, volendo fare il verso a quello dei medici in prima linea, sembra piuttosto quello delle Giovani Marmotte. Mi chiedo come una poracciata di tale portata sia arrivata addirittura alla seconda stagione. D’altra parte sono anche 15 anni che mi chiedo come faccia la gente a votare Berlusconi. Forse sarebbe il caso di ammettere la mia limitata capacità mentale.
Verso le 11, affronto la traversata della metropoli tentacolare, sentendomi un po’ guerriero della notte. Peccato che la mia meta non sia Coney Island, bensì una traversa di via Sofonisba Anguissola. La prossima volta che qualche coppia di amici sarà in dolce attesa, proporrò Sofonisba come nome. Di certo è originale.

28 novembre 2009

Vita da bauscia/Sai Baba
(primo post dopo un collasso del blog, rianimato da me medesimo)

Succede anche questo. Succede che sei in metro e, nella pausa tra una canzone ed un altra (powered by iPod(tm)), capti la conversazione tra un gruppo di sciure e senti le seguenti parole: “Sai Baba è una figura che mi affascina”.