ho fantastici ricordi anch’io, di un pasto a casa della nonna della secca, e non solo per la simpatia della suddetta e la bontà del cibo, ma anche perché la fa filare!!!!
E’ da tanto che dici che vieni!!!! Uffina! Abbiamo ancora il regalo americano per te, se la frenci non l’ha perso, quella demente! Vieni! Col fuso! ;-D
Ma dopo quando tempo che si abita a Milano si comincia a togliere il sostantivo via, piazza, zona davanti ai nomi di città indicanti vie, piazze, zone? Mi chiedevo come fossi andato e tornato a e da Buenos Aires in 3 giorni.
E chi cazz’è Aglaja?
Io non tolgo niente, io apprendo osservando con piglio etologico i comportamenti degli indigeni. Dire corso Buenos Aires sarebbe come chiamare Porta Palazzo ” Piazza della Repubblica”.
Il vero milanese dice “Baires” e basta. Un po’ come il vero pistoiese dice “sulla Sala” e “sul Globo” e non “in piazza della Sala” e “presso quell’incrocio sormontato da una sorta di orlogio a forma di palla”.
Anch’io stavo per risponderti raccontandoti mia esperienza a Buenos Aires (quello vero, in Argentina, Sud America dove sono stato nel ontano 2000) ma lascio perdere, tanto di sicuro non reggerebbe il confronto con le tue avventure meneghine…
ho fantastici ricordi anch’io, di un pasto a casa della nonna della secca, e non solo per la simpatia della suddetta e la bontà del cibo, ma anche perché la fa filare!!!!
2 dicembre 2009, 12:14Ma io filo acnche senza la nonna. Col fuso. ^_^
2 dicembre 2009, 13:54Poveri noi
2 dicembre 2009, 13:55(attenta a non pungerti)
SOno già addormentata Zzzzzzz…
2 dicembre 2009, 14:00Che bel post. :*
2 dicembre 2009, 15:50Il fusoooo! Non sentivo questa parola da quando la mia nonna mi raccontava la bella addormentata nel bosco. Appunto
Grazie cara :-***
2 dicembre 2009, 15:52@Bea, prima o poi vengo a troarti e mi porto il fuso per farti un dimsotrazione di filatura ^_^
2 dicembre 2009, 16:52È una promessa o una minaccia?
2 dicembre 2009, 16:59E’ da tanto che dici che vieni!!!! Uffina! Abbiamo ancora il regalo americano per te, se la frenci non l’ha perso, quella demente! Vieni! Col fuso! ;-D
2 dicembre 2009, 17:41Ossantapolenta, vero! (Minaccia, minaccia.)
2 dicembre 2009, 18:03Ma dopo quando tempo che si abita a Milano si comincia a togliere il sostantivo via, piazza, zona davanti ai nomi di città indicanti vie, piazze, zone? Mi chiedevo come fossi andato e tornato a e da Buenos Aires in 3 giorni.
3 dicembre 2009, 16:26E chi cazz’è Aglaja?
3 dicembre 2009, 16:32Io non tolgo niente, io apprendo osservando con piglio etologico i comportamenti degli indigeni. Dire corso Buenos Aires sarebbe come chiamare Porta Palazzo ” Piazza della Repubblica”.
hai fatto anche tu il corso per diventare milanese, quello della sant’ambroes?
))
diventa anche tu…
di
milano!
il marco, l’alice, l’elena, la bea. ueh, figaaaa
))
3 dicembre 2009, 19:10http://www.youtube.com/watch?v=sHGXzdW0XgA
3 dicembre 2009, 19:13Confesso che anche io sono rimasta scioccata di fronte a quel tuo dire “Buenos Aires”. ;-P
3 dicembre 2009, 19:17Il vero milanese dice “Baires” e basta. Un po’ come il vero pistoiese dice “sulla Sala” e “sul Globo” e non “in piazza della Sala” e “presso quell’incrocio sormontato da una sorta di orlogio a forma di palla”.
3 dicembre 2009, 21:41Anch’io stavo per risponderti raccontandoti mia esperienza a Buenos Aires (quello vero, in Argentina, Sud America dove sono stato nel ontano 2000) ma lascio perdere, tanto di sicuro non reggerebbe il confronto con le tue avventure meneghine…
4 dicembre 2009, 11:31