Archivio di novembre 2006

Burning down the house/4

La casa dei miei comincia ad essere leggermente strapiena, stile residenza vittoriana dell’800: tra regali propedeutici ed occasioni imperdibili e forse irripetibili, sto collezionando una serie di widgets :-P per la nuova magione, dal set sale-e-pepe ai piatti da pizza. Le ultime arrivate nel mio corredo sono 5 sedie pieghevoli, per il momento simpaticamente accatastate contro lo stipite della porta di camera mia.
Nonostante la felice acquisizione di oggetti si presume indispensabili, una sottile vena di inquietudine comincia a farsi strada nel mio subconscio: ogni volta che faccio un sopralluogo nel mio appartamento, questo sembra sempre più distrutto. Adesso il bagno comunica direttamente con la camera da letto – beh, può anche risultare comodo… – e in cucina c’è un groviglio di tubi, rubinetti e valvole da far invidia ad una raffineria. Pare però che, con la fine dell’intervento dell’elettricista, la ricostruzione debba cominciare al più presto. Staremo a vedere.

25 giorni a Natale

I soliti Linus e Nicola mi hanno dato il gancio per un nuovo post isterico sul Natale:
ieri sera mia madre ha cominciato a fare gli inviti per il pranzo.
Salvatemi.

Chi di odio ferisce…

Suzukimaruti – il mio punto di riferimento per tutto – commenta molto bene l’evento del giorno, ovvero il malore di Berlusconi, argomentando meglio di quanto potrei fare io quello che ho pensato immediatamente di fronte alle immagini del Tg2 – immediatamente, cioé, dopo aver smesso di festeggiare neanche avessero approvato i PACS ]:->
L’unica cosa che non ha sottolineato è che il malore gli è venuto dopo aver passato 40 minuti a berciare di finanziaria e comunisti. Ben gli sta.

I figli degli uomini

Come sarebbe il mondo se da 18 anni non nascessero più bambini?
Alfonso Cuaròn – di cui non avevo grande stima, ho trovato “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban” non particolarmente riuscito – prova a dare una risposta a questa domanda, in maniera molto convincente, forse anche troppo…
La fotografia desaturata e la quasi totale assenza di colonna sonora contribuiscono a trasmettere l’opprimente sensazione di disperazione, di futilità, di distopia che pervade l’Inghilterra del 2027, sedicente ultimo baluardo civilizzato contro il caos che imperversa sul pianeta. Si passa da città cadenti flagellate da attentati, a campagne autunnali, fumanti di roghi e inquinate, per finire in un campo di concentramento per profughi alla vana ricerca di un posto migliore, un incrocio tra la Manhattan di “Fuga da New York” e Omaha Beach di “Salvate il soldato Ryan”.
Il film è cupo, angosciante, snervante, spiazzante, commovente – e ironico, pure. Senza mai essere greve o patetico o noioso, anche se, sia chiaro, non è il tipo di pellicola per rilassarsi dopo una giornata stressante. Ed è forse il primo che mi piace più del romanzo da cui è tratto.

Marketing moderno
Ovvero: come massimizzare il risultato minimizzando i costi.
Ingredienti:
  • un compleanno
  • una città diversa da quella del festeggiato
  • la suddetta città deve essere facilmente vendibile come “migliore”, ma soprattutto
  • ci deve abitare un contatto subornabile pronto a sobbarcarsi gli oneri dell’organizzazione
  • un nutrito numero di persone disposte a muoversi per l’Evento

Gli oneri a carico dell’ideatore – da qui in poi “la festeggiatissima” :-P – saranno così ridotti praticamente a zero, pur ricevendo tutti gli onori del caso.
Semplicemente diabolico.

Il succo è questo. Certo, ci sono alcuni dettagli trascurabili, tra cui il fatto che la città deputata fosse Genova, che l’alloc… ehm, l’organizzatora fosse Gaia, che gli invitati effettivamente presenti fossero 31 e via dicendo.
Le prime foto qui, in attesa delle altre. Anche in questo caso, la festeggiatissima ha saggiamente demandato il servizio fotografico :-P

Consigli per gli acquisti

Vi sentite deboli? I vostri vicini vi intimidiscono mostrando i muscoli? Pensate che la vostra sicurezza sia minacciata? Non c’è problema! Entrate anche voi nel club atomico! Come si fa? È sufficiente procurarsi una bomba atomica.
Bomba atomica, disponibile in ben 4 versioni, da sfoggiare a seconda dell’occasione:

  • bomba a fissione: il modello base, un classico senza tempo
  • bomba a fusione: per essere sicuri di essere notati, quando l’esagerazione diventa moda
  • bomba ai neutroni: il massimo dell’effetto col minimo dello sforzo
  • bomba sporca: l’alternativa economica ma efficace

E tu, cosa aspetti?

Leccone papa
È di oggi la notizia della reazione del segretario “particolare” della Benedetta alle imitazioni di Crozza e di Fiorello. Non so, io non sapevo neanche che ci fossero, queste imitazioni, ma io mi chiedo con che faccia il segretario possa esprimere delle critiche, quando evidentemente ha dato l’avallo per la commercializzazione di un obbrobrio del genere:
Una minzione ;-P speciale ai pazzi scatenati che mi hanno regalato il suddetto oggetto in bundle con il calendario 2007 della solita papessa…
Burning down the house/3

Quello che doveva un placido lunedì dopo il megafestone di compleanno di ieri (a breve, spero, un dettagliato resoconto) si è trasformato in un tranquillo week-start di paura.
Alle 9 avevo appuntamento con l’idraulico, che mi ha tenuto più di un’ora per decidere posizione di attacchi di acqua, gas e condizionatori. Fin qui tutto bene, non fosse che mi ha detto di volere entro domattina praticamente l’equivalente di un magazzino di idraulica. Tornato a casa facendo mente locale su come e dove trovare tutto ciò che mi era stato richiesto, ho preparato due torte – una crostata con marmellata di pesche e una ciambella metà bianca e metà al cioccolato – perché domani vorrei fare un piccolo rinfresco coi miei colleghi. Sfornata l’ultima torta, sono andato alla ricerca di scarichi per water e altre cose amene, sperando di trovare tutto in un posto, e naturalmente non trovandolo. Per fortuna il piano B ha funzionato.
Infine, sono andato a trovare il mio amico Alessio che, invece di partecipare al megafestone ha passato un simpatico sabato notte al pronto soccorso.
Meno male che il ritiro della pecora (chi sa, sa) è saltato, altrimenti in questo momento sarei di nuovo fuori casa.
Non vedo l’ora di tornare al lavoro…

Burning down the house/2

Ieri sera sono andato a dare un’occhiata ai lavori. È con somma soddisfazione che ho ammirato le macerie di muri ingombranti e bagni scomodi e deprimenti. Il prossimo sopralluogo è previsto per venerdì, spero di trovare la proverbiale tabula rasa.

Burning down the house

Domani. Spero che non rimanga traccia degli orrori precedenti, a partire dalla carta da parati.