Archivio di dicembre 2006

Contronatura?

Beh, pare di no, caro Ratzi.
Tuttoscienze di questa settimana dedica ben due facciate a recenti studi – recenti perché fino a poco tempo si trattava di un argomento tabù, chissà come mai… – sull’omosessualità nel mondo animale. Concludendo che si tratta si un fenomeno diffusissimo, con tanto di “adozione” da parte di “coppie di fatto”. Quindi, se proprio volessimo essere obiettivi, l’unica cosa contronatura che vedo sono le posizioni della chiesa.

Baci Perugina
La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca.

(rubrica scopiazzata da Panda)

Fatemi capire

Vorrei capire – sul serio – cosa pensa chi si considera cattolico praticante del rifiuto del funerale religioso a Piergiorgio Welby. Vorrei capire se sono d’accordo oppure, se non lo sono, cosa ritengono di fare per esprimere il proprio dissenso. Vorrei anche capire cosa pensa chi ha votato UDC delle dichiarazioni di Buttiglione, d’accordo con la posizione della chiesa, perché “la vita è un dono di dio e pertanto è sacra”. Vorrei capire se sanno cosa significa il concetto di “liberalismo” – dal momento che l’UDC fa parte di una coalizione politica che si dichiara liberale, e se si rendono conto che questa visione del mondo è assolutamente parziale e non condivisa.
Su un altro fronte, oggi Ratzi ha finalmente detto chiaramente che è contrario alla libertà di scelta. Certo le parole non erano esattamente queste, ma affermare che i PACS potrebbero essere una tentazione per chi si avvia al matrimonio al mio paese significa esattamente “devi fare come dico io”. Da qui l’ultima domanda, ovvero se chi si considera cattolico praticante ha piacere di essere considerato incapace di scegliere cosa è meglio per sé.

Giornata tipo di un depresso medio
Istruzioni per l’uso: il post si basa su fatti realmente accaduti a… uhm, vediamo un po’… sì, ad un mio amico. Nel caso ve lo chiediate, sembra che adesso stia bene.

(All’inizio sei più insofferente e irritabile del solito. Poi cominci a dormire male. O viceversa. O contemporaneamente. Nel frattempo ti succede qualcosa di sgradevole, o riemergono fatti oscuri del tuo passato, il che potrebbe giustificare il tutto. Fai le tue belle sedute di autoanalisi, ma con scarsi risultati. Comunque non ti preoccupi più di tanto, non è la prima volta che ti senti un po’ giù, passerà. E senza essere in grado di stabilire il punto di svolta…)
Arrivi al lavoro, dopo aver vissuto come un’offesa personale il traffico caotico o la cronica inefficienza dei mezzi pubblici, a scelta. Ti siedi alla scrivania sentendoti uno schifo e ti viene voglia di piangere, senza alcuna ragione apparente. Ovviamente non te lo puoi permettere, e allora cerchi di produrre qualcosa – qualcosa che ti sembrerà sempre e comunque come minimo scadente, nonostante tutte le lodi sperticate che ti possano essere fatte – e di mostrare al mondo una facciata di normalità (non che ci voglia molto, la gente vede quello che vuole vedere. E in ogni caso lavorare aiuta. Molto)
Cerchi di tirare avanti per le tue otto ore più una di pausa pranzo, e torni a casa, dopo aver vissuto come un’offesa personale il traffico caotico o la cronica inefficienza dei mezzi pubblici, a scelta. Se è giornata di palestra, vorresti solo chiuderti in un angolino a piangerti addosso, ma cerchi di resistere all’impulso, perché sai che se metterai su – o ti sembrerà di mettere su – anche solo un etto, ti sentirai ancora più uno schifo, e poi l’attività fisica aiuta. Se invece non è giornata di palestra ti schianti davanti al PC a giocare al solitario, sentendoti uno schifo perché avresti almeno potuto provare a fare qualcosa di più costruttivo.
Può essere che tu debba uscire con gli amici – perché sei stato invitato, la sola idea di organizzare qualcosa ti sembra una fatica impossibile. Non ne hai voglia, e più o meno inconsciamente cerchi una scusa per startene a casa, ma poi ti fai forza ed esci, perché se non lo fai è peggio. Magari in compagnia ti senti relativamente bene, ma quando torni a casa il solito schifo è lì che ti aspetta.
Ti corichi, sapendo già che farai fatica a prendere sonno, dormirai male e ti sveglierai almeno un’ora prima di quanto dovresti, senza speranza di riaddormentarti – salvo poi avere gli occhi che ti si chiudono dal sonno durante la giornata.
Arrivi al lavoro, dopo aver vissuto…
(questo nel caso si abbiano molteplici fortune: aver capito cosa ti sta succedendo, conservare un briciolo di lucidità mentale che ti permette di evitare errori fatali, avere degli amici con cui parlare della situazione. Una fortuna ancora maggiore sarebbe quella di aver cominciato una cura ’seria’, ma è difficile.
Depressione fa rima con manicomio.
Anche se vai dal tuo medico di famiglia, questi non può far altro che darti dei palliativi, ma sarebbe meglio di no, e poi indirizzarti da uno psichiatra, che costa tempo, e denaro. E fa ancora più rima con manicomio)

Pacs nobiscum

Il mio filosofo di riferimento smonta con sottile arguzia le solite argomentazioni speciose contro i PACS.
Imperdibile.

Rabbia di Panda

Statevi accuort’, la sua rabbia può essere devastante!

Zozzoni

È stupefacente notare la quantità di maschietti – femminucce non so, ma potrei sempre travestirmi da Luxuria per vedere quello che succede da loro – che non si lavano le mani dopo essere stati in bagno. Per questo sto cominciando a sviluppare un’idiosincrasia ossessivo-compulsiva nei confronti delle maniglie dei bagni – a breve penso che immergerò le mani nella candeggina dopo averne toccata una.

Gli auguro di essere ebreo durante il nazismo

Queste le encomiabili parole dell’imprescindibile esponente UDC Luca Marconi:
D: Perché i PACS sarebbero una minaccia alla famiglia?
R: Il problema è la confusione. Se mio figlio cresce con una legge simile dello stato, vedrà sullo stesso piano etero e gay. Che ci sono, mica si possono falcidiare, ma uguali non sono.
Ringrazio l’onorevole (?) per avermi almeno concesso il diritto di esistere. Adesso si apre però un’interessante questione: se uguale non sono, immagino di essere inferiore, quindi handicappato. Perciò richiedo di entrare a far parte delle cosiddette categorie protette, con tutte le agevolazioni che ne derivano. Perché francamente se non posso avere uguali diritti rispetto alla maggioranza, almeno voglio meno doveri.
Detto ciò, voglio che si sappia che d’ora in poi non darò tregua a chi si dichiara cattolico o di destra (se pur significa qualcosa), anche se esibisce una comoda facciata di tolleranza. È troppo facile dire “sì hai ragione a rivendicare i tuoi diritti” e poi votare CdL e prendere la comunione in chiesa la domenica. Questo a casa mia si chiama ipocrisia, e io sono stufo di essere preso in giro.

Lo Zippero di Natale
Negli anni scorsi ho parlato male del Natale, usando i massimi sistemi per esporre la mia posizione ipercritica. Quest’anno il senso di disgusto permane forte come sempre, ma invece di parlare di cinismo, ipocrisia e consumismo, vi racconterò dello Zippero di Natale che mi funesta ogni volta che entro od esco da casa nel periodo natalizio.
(per i padani purosangue, dicesi “zìppero” una pianta stentata, prossima al collasso, con poche o nulle foglie semistecchite)

Ho la sventura di abitare – ancora per poco, si spera – in un palazzo con servizio di portineria. A parte la sensazione di essere in qualche modo limitato nella mia privacy, tra i difetti – non chiedetemi quali siano i vantaggi – di “usufruire” del servizio di portineria ci sono le decorazioni natalizie a cura del custode. Puntuale come le esternazioni del papa, ogni anno il 7 dicembre si palesa nell’androne un povero pino vero sradicato dal suo boschetto. Tra il 7 e l’8 il povero pino vero viene Trasfigurato nello Zippero di Natale dall’alacre custode e famiglia. I rami dello sventurato, invece di ricevere la neve come natura vorrebbe, vengono ricoperti da chili di addobbi assortiti, che fanno a pugni l’uno con l’altro, e che comunque sarebbero pacchiani e vecchi a prescindere. Certo, le palle dimensione supertele traslucide con illuminazione interna sono notevoli, ma penso che l’apice del cattivo gusto sia raggiunto dai fili di lucine con musica incorporata, che spandono nell’androne le note di una carola natalizia a me sconosciuta. Gli anni scorsi c’erano addirittura due fili, con due carole diverse in esecuzione contemporanea… quest’anno no, ma l’assenza della cacofonia è ampiamente compensata dalla protuberanza che fa sembrare lo Zippero, invece che un cono, un malato di epatite con conseguente accumulo di liquidi nell’addome. Protuberanza amplificata dagli addobbi di cui sopra.
Ditemi voi di cosa dovrei essere felice…

Eh no!

Nell’ennesimo delirio quotidiano il papa ha affermato che sperimentazione su embrioni, aborto ed eutanasia sono un attentato alla pace. A prescindere dalla constatazione che proprio uno che condivide, almeno a parole, questo pensiero è stato il motore primo di almeno uno dei conflitti di questi anni (appoggiato dalla parte politica che in questo paese afferma di ispirarsi ai valori espressi dal vaticano), io mi sento oltraggiato.
Oltraggiato perché sembra che il Sommo Travone non mi abbia considerato degno di essere annoverato tra le minacce per la pace, nonostante paia che la mia sola esistenza costituisca un grave pericolo per le famiglie tradizionali e per il tessuto stesso della società. Cara Benedetta, secondo me l’età comincia a giocarti brutti scherzi, non è da te dimenticare così una delle maggiori spine nel cul… ehm, nel fianco della moderna (?) dottrina cattolica. Mi aspetto senza fallo una riparazione nel prossimo ed inevitabile delirio.

Vorrei però aprire una piccola parentesi sulla questione ‘fame’, il quarto cavaliere dell’apocalisse secondo il papa e anche secondo la bibbia: dalla finestra del mio ufficio si vede la chiesa futuristica e il centro direzionale della curia torinese appena costruiti. Quanto saranno costati? Non sarebbe stato più proficuo utilizzare altrimenti quei soldi? Per non parlare del medaglione di platino vintage sfoggiato dalla papessa se non mi sbaglio a Pasqua. Di sicuro sono domande qualunquiste, ma non sono io quello che dichiara di credere in qualcuno che ha fatto della rinuncia ai beni terreni uno dei suoi messaggi fondamentali.