Archivio di aprile 2007

Living on my Own

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La Bolla
È strano – molto piacevolmente strano – assistere (per la prima volta, che vergogna) nella tua città ad un festival internazionale del cinema dedicato a film di tematica GLBT. È strana la sensazione di benessere che ti dà aspettare la tua compagna di merende in mezzo ad un frociaio indescrivible di fronte ad uno dei cinema più centrali e nuovi di Torino, il sabato sera, a due passi da Lino Banfi. È strano vedere un film o un documentario, partecipare ad un Q&A con il/la regista al termine della proiezione, e poi rivederli nella caffetteria del cinema e/o alla festa che il locale dietro l’angolo ha organizzato per il festival, mischiati nel frociaio come se niente fosse. È strano, la sera di un giorno feriale e in un altro cinema centralissimo e nuovissimo, dover aspettare per fare il biglietto che dalla sala più grande qualcuno esca dopo la cerimonia di premiazione, e rinunci alla visione della parodia in salsa gay di American Pie. È strano assistere a quattro serate del festival, e ritrovarti ogni volta a fare public relations quando sei convinto di conoscere pochissima gente dell’ambiente. È un po’ meno strano, ma non per questo meno bello, vedere il film che ha vinto il premio degli spettatori, in un cinema che comunque ha la fama di essere un po’ intellettualoide, e commuoverti ancora a 24 ore di distanza al solo pensiero. Il film in questione è The Bubble di Eytan Fox, regista israeliano già “colpevole” di “Camminando sull’acqua”, stranamente distribuito anche in Italia.
Chissà se lo sarà anche questo film, che dovrebbe essere visto almeno da chiunque abbia qualche interesse riguardo alla questione israelo-palestinese.
Quando arriva il prossimo anno?

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Voglia di lavorare: non pervenuta

Sarà l’attesa per la serata altamente frocia che mi si prospetta – prima parte cul…tural-intellettuale al Festival Internazionale del Cinema a tematica Omosessuale di Torino, seconda parte più godereccia al Qimanji, disco gay che organizza una serata speciale per il festival -, sarà l’attesa per i prossimi giorni di ferie/trasloco, ma oggi, pur lavorando su un progetto che mi piace, non ho voglia di fare un emerito cazzo.
Suggerimenti su come ammazzare il tempo?

Arrivi e partenze

Nuovi arrivi nel blogroll qui di fianco – tutti blog di genere, politici (di sinistra), antiklericali: che ci volete fare…
Cominciamo da Spetteguless: non so come l’autore, ufficialmente studente, possa trovare il tempo per studiare e contemporaneamente aggiornare il blog più di una volta al giorno infarcendolo di foto di MANZI DA PAURA. Enjoy!
Continuiamo con Soluzione Salinas: il proprietario è il mio consigliere comunale in quota DS, mio coetaneo, quindi giovine :-P e caruccio. L’unico suo difetto è quello di essere etero, ma assolutamente gay friendly.
Sullo stesso genere abbiamo poi andreabenedino: doveva essere il mio consigliere regionale, ma ahime’ non ce l’ha fatta. Si difende comunque in quanto co-presidente di Gayleft.
Non poteva mancare Uguali e Diversi: l’autore è un mio ex-collega, un fascinoso uomo brizzolato sulla cinquantina, mago degli application server…
Last but not least: Malvino, ovvero la cattiveria più assoluta, condita con una sapiente dose di ironia, nei confronti della chiesa cattolica.
Questi gli arrivi.
Sul fronte partenze, ci lascia farfintadiessersani, senza troppo rammarico: se l’autore vuole continuare a crogiolarsi nell’illusione di essere un cattolico progressista… ehm, forse, vista l’appartenenza politica, illuminato forse è più appropriato e meno offensivo… lo faccia pure, ma senza il pur minimo sospetto di una mia anche solo tacita complicità.

Propaganda eretica

Propaganda frocia

Sogni inconfessabili

Spring has come
Ritorno a lavorare in Java. Su un’interfaccia utente.

(perché il titolo in inglese? Forse perché “è arrivata la primavera” sembra più banale? O forse perché mi sto (ri)leggendo “Il Signore degli Anelli” in lingua originale?)

Siamo tutti pedofili/1

Una volta di più la chiesa cattolica ha fatto sfoggio di crassa ignoranza o malafede, o di entrambe. Ignoranza o malafede, o entrambe, perché pedofilia e incesto sono già regolati dalla legge italiana: sono crimini, e per ottime ragioni scientifiche e dimostrabili – che non starò qui a citare, perché, al contrario della chiesa cattolica, ritengo le persone in grado di giungere a delle conclusioni autonome al riguardo senza dover indicare la giusta linea di pensiero da adottare; perché credo ancora nel libero arbitrio dell’uomo, tra l’altro concesso da dio secondo il libro a cui la chiesa cattolica pretende di ispirarsi.
Le relazioni omosessuali invece no, non sono regolate.
Immagino che Bagnasco, viste le dichiarazioni, vorrebbe che questa regolazione fosse l’equiparazione a pedofilia ed incesto, e quindi costituissero a loro volta un crimine – peccato che questa posizione non abbia uno straccio di giustificazione scientifica e dimostrabile, ma si basi solo sull’interpretazione arbitraria di un libro. Per carità, ci sono società che si reggono sull’interpretazione arbitraria di un libro, o comunque di un corpus religioso, e si chiamano teocrazie – vedi l’Iran. Ognuno tragga le conclusioni del caso.
Se l’Italia invece è un paese laico, visti i presupposti non si vede il motivo per cui le relazioni omosessuali non possano e non debbano ottenere una qualche forma di riconoscimento, se non addirittura l’accesso all’istituto del matrimonio civile – e sottolineo civile – con tutti i diritti e doveri che ne conseguono. Una delle ricorrenti critiche mosse ai DICO – molti diritti pochi doveri – e implicitamente ai soggetti GLBT – volete i diritti senza i doveri – è una delle maggiori mistificazioni che si siano sentite, dal momento che una parte consistente del movimento GLBT ha sempre considerato i DICO con fastidio, come un compromesso inaccettabile, perché l’obiettivo è il matrimonio – sì, pare proprio che le checche non siano i farfalloni che si dipingono, e abbiano voglia di assumersi i doveri del matrimonio, se solo fosse riconosciuto loro l’accesso a questo istituto.
Questo per quanto riguarda la CEI.
Ma il lato più doloroso dell’intera questione non sono le solite tonnellate di merda da parte delle alte gerarchie cattoliche – beninteso, è da quando ne sono venuto a conoscenza che ho le palle in giostra, per usare un eufemismo – perché comunque si tratta quasi di entità astratte, che parlano di altre entità astratte – “gli omosessuali”. Il lato più doloroso è quello che riguarda il silenzio di alcuni credenti cattolici “ortodossi”, persone fisiche con cui ho passato del tempo, che non hanno speso una parola per dire che non sono d’accordo con quanto detto da Bagnasco, perché conoscono Gilthas come persona, e sanno che sono cose che non stanno né in cielo né terra, che non sono un criminale. O forse si comportano come il personaggio interpretato da Joely Richardson in “Vite sospese”, che denuncia ai nazisti la famiglia ebrea di Melanie Griffith, nonostante l’amicizia tra le due. Alla richiesta di spiegazioni, la risposta è: “Tranne te, non mi importa niente degli ebrei”. Sarebbe una prova di somma immaturità e ristrettezza mentale non riuscire a passare dal particolare al generale, questo “lui è una brava persona, ma ‘gli omosessuali’!!!”. Io non vorrei avere niente a che fare, con persone così.

Siamo tutti pedofili/0

Nel frattempo che medito su un post un po’ più articolato di un “vaffanculo a tutti” – anche se non garantisco che dopo la meditazione il risultato non sia comunque un “vaffanculo a tutti” – non vorrei che il mio silenzio fosse scambiato per acquiescenza o rassegnazione di fronte alle parole di Bagnasco e all’assordante silenzio di molti cattolici che, sempre pronti a difendere il povero pastore tedesco sempre travisato, come peraltro un omuncolo ben noto della politica italiana, stavolta non hanno nulla da dire in merito alle stomachevoli e strumentali esternazioni del presidente della CEI e alle successive, tardive e affatto insincere, smentite.
Nell’attesa, un post che condivido al 110%.