Nel caso ve lo stiate chiedendo, sobillati dagli articoli di Repubblica e forse qualche altro quotidiano, sappiate che io non sono pregiudizialmente né favorevole né contrario al grattacielo commissionato a Renzo Piano da SanPaolo prima, e Intesa SanPaolo adesso. Diciamo che purtroppo ci sono esempi di orrori architettonici e urbanistici che sarebbe stato decisamente meglio evitare, però, ogni volta che di fronte a qualche cambiamento subito si alza una levata di scudi dal solito partito del “non si tocca niente”, mi sento di prendere la posizione diametralmente opposta. Diciamo anche che una parte di me è irrimediabilmente positivista e quindi, di fronte ad un’opera come un grattacielo, questa parte è contenta come un bambino con lo zucchero filato. Diciamo, infine, che se SanPaolo Intesa vuole spendere qualche centinaio di milioni di euro a Torino per costruire degli uffici, forse sarebbe il caso di lasciarglielo fare: meglio un grattacielo anche brutto di uffici pieni qui piuttosto che a Milano Frittole, per dire.
Archivio di ottobre 2007
L’iPod Radio Remote, di cui sono entrato in possesso ieri sera, è un aggeggio scandalosamente costoso per quello che è, ovvero un sintonizzatore FM. Però… ogni volta che lo uso come telecomando, appuntato sul petto, mi sembra un po’ di essere in una puntata di TNG e di stare usando il badge della Federazione… (non è che ne esiste una versione a forma di logo della Flotta Stellare?)
Tutti, o meglio, tutti quelli che nella saga di Harry Potter hanno un qualche interesse, fosse anche semplicemente quello della lettura di un buon libro, in questi giorni non hanno fatto altro che parlare della dichiarazione di J.K Rowling sulle preferenze sessuali di nientepopodimenoche Albus Silente.
Me compreso, sia chiaro.
Devo ammettere di essere rimasto piuttosto compiaciuto da questo outing sicuramente d’eccezione, per tutta una serie di motivi – insomma, il vecchio saggio per eccellenza di una serie di libri pensata soprattutto per i ragazzini, un educatore, una figura paterna, e si scopre che è gay.
Wow.
Devo anche ammettere di essermi un po’ irritato per i commenti che, in maniera più o meno esplicita, deploravano una rivelazione del genere, dibattendo perlopiù sul diritto di un autore di aggiungere elementi alla propria opera una volta che questa è stata consegnata nelle mani del pubblico. Dibattito più che legittimo – da fan di Tolkien, mi chiedo fino a che punto sia corretto che il figlio da anni stia continuando a pubblicare appunti, bozze, lettere e pizzini del padre, addirittura conferendo loro lo status di libro fatto e finito nell’ultimo “I Figli di Hurin” – solo che caspita! una volta tanto che succede una cosa del genere – Silente gay! – magari si potrebbe benignamente tacere, no?!
Poi, leggendo questo post della Dea* e i relativi commenti le mie riflessioni hanno preso una piega leggermente diversa, Divinamente* ispirate. Mi sono chiesto: nell’economia dell’eptalogia, l’omosessualità di Silente è davvero così rilevante? È paragonabile, per esempio, alla scoperta che in realtà Sirius Black non è il criminale che si pensa nel terzo libro, o, piuttosto, è assimilabile a qualche elemento di contorno come l’aspetto assunto dal Patronus di Cho Chang?
Io propenderei per la seconda ipotesi.
E allora, perché tutto questo clamore? La risposta è ovvia e, come di solito succede per le cose ovvie, nessuno ci ha fatto caso: il punto non è che la Rowling ha parlato di un aspetto fondamentale dell’universo da lei creato interferendo così con la fruizione della propria opera da parte dei lettori, perché ciò di cui ha parlato non è un aspetto fondamentale.
Il punto è che l’omosessualità viene ancora vista come una cosa fuori dal comune, magari permeata dai soliti luoghi comuni di perversione, immoralità e via dicendo e, perciò, suscita scalpore, ancor più se in relazione ad una figura positiva ed apparentemente “normale” (per quanto normale possa essere il preside di una scuola di magia).
odio l’outsourcing
odio il body rental
odio i contratti atipici
odio la disponibilità immediata
odio la proattivitÃ
odio la flessibilitÃ
odio la mission
odio l’ambiente altamente dinamico che offre incredibilianti possibilità di crescita personale e professionale
odio la terziarizzazione del rischio di impresa
odio la capacità di team working e di problem solving
odio i profili di giovani 25enni con laurea di secondo livello un master e almeno due anni di esperienza in C/C++/C# Java Python ASP.Net COBOL SAP Oracle firmware embedded real-time multithreading fluent english costituisce titolo preferenziale la conoscenza dell’ultimo framework inventato da qualche pazzo psicotico quando in realtà è “cercasi profilo stratosferico per lavoro sottopagato, sottoqualificato, della durata di 3 mesi”
odio.
Le risposte dei candidati alla segreteria del nascente Partito Democratico su “etica e diritti”, in particolare riguardo ai “diritti delle coppie conviventi (etero ed omosessuali)” sono vergognose.
Non trovo altre parole (solo parolacce, eventualmente).
Il Sambo monotematizza di fotografia B\W.





