Sono caduto anch’io nella trappola, vittima consapevole, della risposta “foglio rimborso-spese”. Chissà perché è più facile (meno compromettente, rivelatore, intimo,…) fornire un arido elenco di fatti piuttosto che prendere fiato per qualche secondo e raccontare le cose davvero importanti che sono capitate. Non che laurea, lavoro, traslochi etc. non siano importanti, ma credo che, almeno per quel che mi riguarda, ciò che davvero descrive quello che sono ora e le differenze con quello che ero 10 anni fa non sono tanto i titoli accademici, l’inquadramento contrattuale e l’indirizzo di residenza, quanto le persone che mi sono accanto tutt’ora, che ho conosciuto e, perché no, che si sono perse durante il tragitto e quanto loro mi abbiano arricchito.
Nello specifico, non penso che la mia risposta abbia fatto la differenza, ma almeno adesso avrei un motivo in meno di sentirmi inadeguato.
Archivio di dicembre 2007
Nonostante lo stomaco sul punto di esplodere, le viscere in subbuglio e un incipiente raffreddore sto uscendo per recarmi ad un (quasi) appuntamento al buio.
Sì, sono proprio disperato.
E per festeggiare l’evento di cui sotto, il mio “fantastico” iPod ha deciso di vaporizzare tutta la musica che ci avevo caricato.
W Steve jobs.
Santo Materazzi…
E io, come un cretino, dopo scene da melodramma, pianti, lacrime e grida (concedetemi qualche iperbole, suvvia) delle persone a cui avevo annunciato il mio espatrio, adesso dovrò dire “no, era tutto uno scherzo”.
Carla, fagli le corna il prima possibile.
(manco per un cazzo Roma, si parla di Trieste. Mi viene già voglia di suicidarmi. Sto facendo trighi e intrighi per rimanere qui)
Ma perché la Binetti non si mette il cilicio sulla lingua?
(e comunque va da sé che ’sto cazzo di PD il mio voto non lo vede manco col telescopio Hubble. Partito Democratico, poi. Perché non Nuova Democrazia Cristiana?)
Leggete e inorridite (e se non inorridite, è stato un piacere, forse…)
Parlando a bocce ferme (ah ah ah) in realtà non c’è ancora un OK definitivo, né da parte mia né da parte della controparte (pure la rima), anche se Monsieur Vattelapesque con cui ho parlato sembrava molto deciso (mah, avrà capito bene cosa c’è scritto sul mio curriculum?). Diciamo che conto di provare a forzare un po’ la mano al mio attuale cliente, dicendogli qualcosa del tipo “o mi garantisci un contratto di un anno oppure arrivederci” ma, sinceramente, se non penso a tutte le questioni accessorie del tipo i miei amici il mio appartamento ancora in garanzia la mia città le mie associazioni gay la mia routine etc. la prospettiva mi alletta assaiE. Perché si tratterebbe di partecipare ad un progetto internazionale – se Monsieur Vattelapesque non ha contato palle il team è piuttosto cosmopolita (ma come scrivo bene!) – nel campo della telefonia mobile per un cliente colosso-coreano-elettronico-schermi-cellulari-refrigerazione-home entertainment-quant’altro (di cui incidentalmente sono in possesso di apparati afferenti a tutte le categorie suddette). Cioè esattamente il tipo di opportunità per cui in teoria una persona come me, ovvero un professionista (ah ah ah) nel campo della tecnologia, ancora giovine (ah ah ah) e libero (purtroppo) ammazzerebbe.
Aiuto.
Sono diaforetico e tachicardico, ma almeno le pupille sono isocoriche e normoreagenti (spero).





