Archivio di febbraio 2008

Bloggando il BarCamp


Niente. Frenato dalle insicurezze di Panda, non sono riuscito a fare la mia scenata da fan isterica a SuzukiMaruti. Uffa.
Però… però, aspettando che la suddetta palla al piede si svegliasse e si degnasse di raggiungermi – io ho timbrato il cartellino alle 9.35, lei dopo le 11.30 – sono almeno riuscito a rendermi ridicolo con Zoro.
Già, son cose!

Celebrità 2.0

Oggi ho scoperto, nel mio piccolo, di essere una celebrità del web 2.0, insieme alla solita Panda.
Sono stato avvicinato da una ragazza – mai che sia un uomo bellissimo con una voglia incontenibile di saltarmi addosso, no eh? – che sapeva chi sono perché mi aveva riconosciuto dalle foto su Flickr del secondo raduno aNobii al Pueblo.
Cioè, Flickr aNobii! Mi resta solo da aprire un profilo su MySpace…

Bloggando i WebDays

Oggi giornata WebDays con la fida Panda.
La sede è veramente fichissima, ovvero il Circolo dei Lettori, il contrasto tra la miriade di portatili, palmari, UMPC, SmartPhone e le sale seicentesche vale metà della manifestazione ;-)
Oggi ho assistito a ben 4 conferenze – in realtà solo una dall’inizio alla fine, per fortuna quella che mi è piaciuta di più: “Recensioni 2.0: misurare il successo di un prodotto editoriale attraverso l’analisi del passaparola online” tenuta dal bravissimo Vittorio Di Tomaso.
Poi temo che il mitico Suzukimaruti, relatore di “Settimo Cielo. Il blog anti Digital Divide”, se mi ha notato, mi abbia incasellato come stalker, perché non ho fatto altro che squadrarlo in attesa di rivelarmi come sua groupie domani.
Perché domani si abbandona la formula dei WebDays per passare a quella del BarCamp, con alcuni ospiti d’eccezione ;-) e l’occasione sarà più propizia per fare coming out – e attribuirgli la responsabilità della mia virata al centro :-P
Ah, dimenticavo: durante la conferenza “Il gruppo DieciCento e Torino di Flickr” (francamente un po’ noiosetta, con tanto di slide Web -1) due criminali nella fila davanti a me mi stavano guardando l’ultima puntata di Lost =:-O che ancora non avevo visto.

Finalmente uno che sa cosa vuole
Vuole me.
(ho ufficialmente un baccaglio in corso – e quando dico ufficialmente intendo dire che ci sono delle prove tangibili del fatto)
L’amara verità

L’amara verità è che non si può che votare PD.
Non è facile per me dirlo, perché significa andare contro delle istanze che consideravo irrinunciabili, bazzecole come i miei diritti personali in quanto cittadino dello stato italiano – e che sarebbero irrinunciabili in qualsiasi stato civile.
Ma quando, dopo aver volteggiato sullo step, ti capita di ascoltare certi discorsi sotto la doccia, la dolorosa realtà ti investe come un treno merci e non ti lascia scampo.
Discorsi di un’ignoranza abissale, pieni di familismo amorale, per cui si reclamano misure draconiane per gli Altri, e l’impunità per sé.
Per cui si hanno ostentate nostalgie fasciste – “non sarebbe male se tornassero le camicie nere” – in allegro connubio con l’esasperata fame di denaro e di cose della nostra epoca – “chi vota dall’altra parte non deve avere proprio niente”: bene, io sono persino proprietario di casa eppure lo schifo che c’è a destra di certo non farebbe i miei interessi, perciò, se io ho niente, questi qua hanno molto, molto più di me. E non hanno altra preoccupazione che incrementare incrementare incrementare in ogni maniera lecita e illecita, come il loro Punto di Riferimento, fregandosene del resto.
Mi viene in mente una vecchia canzone di Frankie Hi NRG, “Quelli che benpensano”…
Signori, questa è l’Italia.

Una boccata d’aria

Leggete questo post, vi sentirete meglio.

Indiggestione de curtura

Nell’attesa che mi attivino le utenze al lavoro, volevo informare l’universo blogmondo che io e Panda siamo reduci da una due giorni culturale sconvolgente a tratti allucinante, così culturale che più volte ci siamo guardati e ci siamo chiesti che diavolo ci facevamo lì in mezzo – no, non posso anticiparvi niente, si tratta di progetti ancora in fase di elaborazione.
Grande è stato quindi il nostro sollievo quando si è cominciato a parlare di sfinteri anali rimodellati chirurgicamente (ovvero, buchi di culo siliconati, ‘gnoranti!).

Qualcosa da dire

Il mio trionfale (?) ritorno al lavoro attivo mi ha prosciugato dell’ispirazione (nonché della connessione ad internet… :-P ).
Avrei voluto scrivere dell’ennesimo baccaglio sfumato perché, questa volta, lui mi vota a destra, ed è uno di quei voti a destra perché… non so perché, sono solo fatti miei.
Avrei voluto commentare la nomination di Sua Siliconità Destrofascista Daniela Santanché con un post dal titolo “l’Hillary de’ noantri” ma, a parte un “che tristezza”, non avrei saputo cosa scrivere.
Avrei voluto ammettere che il martellamento incrociato di Suzukimaruti e Numero 6 stanno incrinando la mia non più tanto ferrea convinzione di non votare PD, ma al momento sono ancora piuttosto ondivago e basta un post di Malvino per farmi venire i dubbi sui dubbi che mi sono venuti.
Avrei voluto scrivere le mie imprescindibili impressioni sul secondo raduno torinese di aNobii che mi ha visto addirittura nelle vesti di valletta, ma a parte un “vi voglio bbene a tutti” i miei neuroni residui tacciono.
Avrei voluto far rosicare un po’ di gente parlando della GRAN FIGATA che mi è la seconda puntata della quarta serie di Lost, ma ho deciso di aspettare (invano) un post della Dea* – che è invocata pure su IFER.
Insomma, cose così.

Pensavo fosse amore invece era VB (was: Fucking job)

Nell’attesa che la mia azienda la finisse di alzare la posta e creare incidenti diplomatici con l’ufficio acquisti dell’unico cliente interessato a me, questa mattina avrei dovuto cominciare a seguire un corso di aggiornamento, che mi era stato venduto come un generico “ASP.net”. Ingenuo come sono, ero convinto che, dopo una breve introduzione al linguaggio C#, si sarebbe cominciato a parlare delle classi del framework dedicate al web.
Immaginate quindi lo sbigottimento e il raccapriccio quando stamane mi sono ritrovato davanti ad un corso di VB.net con l’obiettivo primario di riconvertire alla programmazione ad oggetti vecchi fossili nati e cresciuti a pane e COBOL (un minuto di silenzio).
Nello sconforto di stamattina avrei voluto rivolgervi un appello, ma ora non ho più motivo di farlo.
Perché da domani torno dal mio caro e vecchio cliente per altri 6 mesi.
Evvai!!!

Lost 4×01 – The Beginning of the End
AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH!!!
(cioè, che poi, detto tra noi, non è che succeda tutto ’sto granché, però la puntata trasuda uguale)