Archivio di marzo 2008

Chiamale, se vuoi, farfalline
Uno scopre su Usenet – sì, mi vanto anch’io di essere un dinosauro del web – il newsgroup del proprio gruppo preferito. Corre l’anno 1999, mese di settembre.
Nasce l’idea di organizzare un raduno, a cui non si prende neanche in considerazione l’idea di partecipare, salvo poi fare un colpo di testa (lo so, è ridicolo chiamarlo colpo di testa, ma bisogna considerare il tutto in relazione al soggetto).
Marzo 2000, Siena. Il soggetto di cui sopra è convinto che si tratti della prima e unica volta, che non capiterà più che dei perfetti sconosciuti decidano di macinare chilometri per incontrarsi, che si tratti di una congiunzione astrale irripetibile.
La convinzione si rivela clamorosamente sbagliata.
Tra concerti, raduni, radunini, incontri clandestini, gruppi segreti, amori, amicizie, amicizie delle amicizie, matrimoni e figli nascono dei rapporti solidi e duraturi.
Così duraturi che, quasi 9 anni dopo quel settembre e milioni di litri di acqua passata sotto i ponti, ci si ritrova a ridere col rischio di restarci secchi con alcuni loschi figuri, tra paesaggi toscani, latticini pugliesi e cialtroni assortiti.
(il titolo è per pochi intimi)
Voi che sapete

Se qualcuno ti approccia con un “mi sembra di averti già visto” (e così non è) ti sta baccagliando?

Appelli divini

Qualcuno mi spiega cosa caz…pita sta combinando canale 5 col Dottor House?

Lietto Tornabuoni/10000 a.C.

“È una cagata pazzesca”

Che fretta c’era? Maledetta primavera!

A causa del repentino sbalzo di temperatura il mondo “tutto intorno a me” (li mortacci…) ha pensato bene di raffreddarsi, e ha pensato ancor meglio di attaccarmi il morbo.
Stasera quindi mi tocca il gran finalone (?) di ER sul divano sorseggiando un trasgressivo lattino caldo col miele…

Canzone urfida del mese

Ma quanto è brutta “Buonanotte all’Italia” di Ligabue?!

Garbage collecting

Si chiama così il meccanismo per cui, durante ma soprattutto al termine di un “programma”, dalla “memoria” vengono rimossi i residui del “programma” non più necessari, in modo che il “sistema” non perda efficienza nell’ottica di una nuova “applicazione”.