“Potrebbe capitare a tua figlia”

Ha fatto… boh, notizia? scalpore? il video della ragazza molestata ripetutamente mentre si limita a camminare per le strade di New York. Per chi non ha le proverbiali fette di prosciutto davanti agli occhi, il video non dice nulla di nuovo, ma ogni cosa che fa parlare delle categorie non privilegiate è una cosa buona, perciò dieci cento mille video come quelli. L’efficacia del video è provata anche dal fatto che qualche appartenente alla categoria privilegiata per eccellenza, ovvero i maschi bianchi eterosessuali, invece di riflettere sulla propria posizione e su temi quali uguaglianza, inclusione e così via, si sia sentito in dovere di rispondere con un contro-video: un modello fisicatissimo se ne va a spasso sempre per New York, in maglietta aderente (a novembre…Smilie: ;), e, surprise surprise, riceve apprezzamenti sia da donne sia da uomini, il poverino.
Il sottotesto di una tale operazione è: vedete che non c’è differenza, che anche un uomo viene molestato? E qui casca l’asino.
La differenza c’è e si vede, e si chiama: prestanza fisica. Tendo a escludere che un modello palestrato alto due metri possa temere per la propria incolumità, anche se la molestia arriva da un altro uomo. Premesso che io, maschio bianco gay, ma la parte gay non ce l’ho scritta in fronte, perciò a prima vista potrei appartenere anch’io alla categoria privilegiata, non sono mai molestato pubblicamente, mi è capitato comunque più volte, magari camminando da solo per strada di notte, di pensare a come si potrebbe sentire una donna in quella situazione, salvo poi, leggendo notizie come questa, rendermi conto che non c’è manco bisogno che sia notte. Con questo, senza scomodare i massimi sistemi, vorrei solo auspicare che, quando veniamo messi davanti ai nostri privilegi, anche se non li abbiamo scelti, invece di chiuderci a riccio e cercare di arrampicarci sugli specchi per dimostrare che “non è vero che sono privilegiato, siamo tutti sulla stessa barca”, sarebbe proprio bello che cercassimo di provare a metterci nei panni dell’altro.
Potremmo scoprire panorami sconosciuti e inattesi.

Categoria(e): Varie

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