Autoimmobile

Ho pensato più volte a come strutturare questo post, e ogni volta mi usciva un’invettiva saputella da torinese tipico ma così tipico che stava sulle balle pure a me ;-P tanto da aver quasi rinunciato a scriverlo, epperò sono cose che mi va di dire, perciò ve le cuccate, anche se in stile torinese tipico, tie’.
Ma solo io penso che il calo di immatricolazioni non sia necessariamente un male? Solo io penso che il salvataggio prioritario dell’industria automobilistica, all’inizio della crisi, sia stata una cazzata sesquipedale? Non è che mi auguro che tutti gli occupati, tra diretto e indotto, vadano a casa dall’oggi al domani, ma, visto che il mondo occidentale sta letteralmente soffocando a causa dei gas di scarico dell’autotrasporto privato, mi sembra quantomeno paradossale da un lato cercare di disincentivare l’uso dell’auto e dall’altro sostenere l’industria che la costruisce. Non sarebbe stato meglio dirottare gli interventi verso la mobilità e le fonti di energia alternative? Oppure vincolarli alla costruzione di auto ibride e/o elettriche? E invece, almeno in Italia, si tagliano selvaggiamente i fondi per il trasporto pubblico.

Pubblicato in: Torinese Tipico

Il berlusconismo è vivo e vegeto e lotta contro di noi

Oggi è il mio compleanno (attimo di cordoglio). Come l’anno scorso, a parte i graditi auguri su facebook/cellulare/di persona, mi arriva la mail automatica da parte della direzione marketing della società di cui sono dipendente. Come l’anno scorso, la mail rinvia ad un filmato flash, con protagonista la mascotte femminile della società per cui lavoro. Come l’anno scorso, la suddetta mascotte, con pesante accento romano, mi intima di prestare attenzione all'”importante progggetto a cui sta lavorando”. Countdown, dissolvenza, ed ecco la mascotte, vestita da Jessica Rabbit, che balla in maniera sensuale – almeno, queste dovrebbero essere le intenzioni del fine ideatore del filmato – al ritmo di un blando cha cha cha.
Direi che ci sono gli estremi per dimissioni con giusta causa senza preavviso e con indennizzo.

Pubblicato in: Angosce, Politica, Tristizie

Post a Rete unificata (no alla legge bavaglio)

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Pubblicato in: Blogosfera, Disgustorama, Informaticcia, Politica

Movimenti oculari rapidi su un bombardiere fantasma

Non sono mai stato un fan dei R.E.M. Certo, molti dei singoli che hanno pubblicato mi piacciono, e ho persino assistito alla data torinese del Monster Tour, nel lontano 199… va beh, lontano. Però non è mai scattata la scintilla che mi spingesse ad approfondire la conoscenza del loro universo musicale. Eppure, anche se mi sono sempre limitato ad uno sliding on the surface of things, o, forse, proprio per questo, negli ultimi anni ho avuto l’impressione che i R.E.M. fossero diventati un po’ una cover band di loro stessi, vedasi il caso eclatante di “Bad Day”, una dichiarata preincarnazione di “It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)”. Se non ho preso un granchio grosso come una casa, immagino che pure loro se ne siano accorti, e tanto di cappello per aver avuto il coraggio di trarne le dovute conseguenze, contro ogni convenienza di tipo economico, per dire.
Purtroppo, per un gruppo che si scioglie, ci sono 100 altri gruppi e cantanti, italiani e internazionali, che continuano a riproporsi imperterriti.
In Italia abbiamo Ligabue, che fa lo stesso disco da almeno 15 anni, per non parlare di Vasco, anche se le sue ultime vicissitudini medico-sanitarie fanno ben sperare.
All’estero… beh, all’estero posso parlare, a ragion veduta e con tutta la competenza del caso, stavolta, degli U2.
La mia modesterrima opinione è che gli U2 dovrebbero seguire l’esempio dei R.E.M. o, al massimo, pubblicare un album molto intimista con cadenza quinquennale, e, se proprio gli punge vaghezza, fare un tour altrettanto intimista nei teatri. Nell’ambito del (pop-)rock mainstream hanno detto tutto quello che avevano da dire, ed è dagli inizi del 2000 che, a parte qualche sporadico episodio qua e là, non fanno qualcosa di decente (All That You Can’t Leave Behind inclusissimo). Per un po’, da bravo fan accanito deluso, ho dato la colpa alla produzione (Brian Eno! Steve Lillywhite! Dennis Lanois! Ancora voi! Basta!) alla voce scricchiolante di Bono alla congiunzione astrale tra Marte e la costellazione di Orione, ma la verità è che l’età avanza per tutti, e, di sicuro, vendere sfracelli di dischi e biglietti di concerti con qualunque porcheria orecchiabile si sforni non stimola molto la creatività.

(poi magari la profonda ragione pissicologgica di tutto quello che ho scritto è che semplicemente non sono riuscito ad evolvermi con gli U2 e gli altri fanz e si tratta di un rigurgito di amarezza e invidia)

Pubblicato in: Musica, U2

Meanwhile nel Regno Malefico…/2

Innanzitutto sono tornato dalle vacanze (momento di cordoglio). Inoltre, due secondi dopo aver scritto il precedente post, mi sono accorto che i problemi di impaginazione sussistevano anche col nuovo tema (che, tra l’altro, è più nuovo rispetto a quello nuovo del precedente post): bestemmie assortite e scoperta di avere metà dei post inquinati da codice spam di siti equivoci. Quindi, ripulitura del database a manina, altre bestemmie assortite, e un minimo di personalizzazione del tema, ovvero cambio dei colori, impostazione dei widget nella barra a destra e caricamento delle immagini dell’header che sono in rotazione casuale.
Enjoy! Motrin

Pubblicato in: Fuffa cazzara ©, Informaticcia, Me, myself and I

Meanwhile nel Regno Malefico…

(Due post in un giorno, non so se l’interwebs resisterà a un tale avvenimento)

Visto che a lavoro non ho granché da fare e l’attesa per le ferie si fa sempre più spasmodica (qua si parte sabato) ho deciso di rivoluzionare il blog. Con una certa malinconia, ho preso atto che il tema che avevo scritto a mia immagine e somiglianza – Nefandezza – ha ormai raggiunto l’età della pensione – nella sua prima versione l’avevo messo su a maggio del 2005, quando da Iobloggo ero passato a Bloggers – soprattutto perché mi sono accorto che le pagine degli archivi e i risultati della ricerca venivano visualizzati completamente a banana e non avevo voglia di mettere mano al codice, quindi, per il momento, ho deciso di adottare un tema “professionale”, senza particolari personalizzazioni. Con Nefandezza va anche in pensione l’avatar col Diadema, che tanto furore aveva fatto all’epoca, sostituito da quello che ho più o meno su tutti i socialcosi che ho deciso di infestare. Ho anche colto l’occasione per mettere mano al blogroll, aggiornando i link, togliendo i blog defunti e aggiungendone qualcuno tra quelli che seguo su Google Reader. Infine, ho aggiornato WordPress all’ultimissima versione, la 3.2.1

Pubblicato in: Me, myself and I

Pensiero positivo

Agli italiani è piaciuto portare al governo a ripetizione il peggiore (o migliore, a seconda dei punti di vista) venditore di fumo che si sia mai visto? Bene, ora inalino voluttuosamente il fumo tossico che hanno voluto con grande tenacia, e muoiano soffocati.

Pubblicato in: Odio, Politica

Il Principe del Baccaglio

Ieri sera sono andato al Traffic – festival musicale estivo gratuito storico bla bla bla – ed è stata una serata pacco per vari motivi.
Ma non voglio parlarvi di questo.
Mentre aspettavo la metropolitana, sulla banchina c’era il tipico manzo: alto, spalle larghe, muscoloso, probabilmente mulatto. Aveva una borsa da palestra in spalla e indossava abbigliamento tecnico. A un certo punto gli si avvicina un tizio, sulla cinquantina, un po’ rospetto, anche lui con una borsa da palestra in spalla: – Scusa, per caso stai andando al Lingotto? -, detto con una voce, diciamo, sospetta (nel senso, gay radar impazzito).
Il manzo si toglie gli auricolari e gli risponde: – No, scendo prima, corso Marconi. -, con accento straniero.
– No, sai, al Lingotto stasera c’è una master class di step sulla pista in cima, ti ho visto con la borsa e pensavo… scusa. –
– No figurati… –
Arriva il treno e i due salgono, sedendosi vicini e continuando a parlare.
Ho assistito alla scena con un sentimento misto di sbigottimento – “ma guarda che sfacciata! e non si vergogna?” – e ammirazione – “ma guarda che sfacciata! vorrei avere anch’io una faccia di tolla così!”

Pubblicato in: Fuffa cazzara ©, Gaja scienza

Parole di sapienza

Vorrei tranquillizzare tutti gli amici (?) milanesi: Torino è amministrata dal centrosinistra ormai da 20 anni ininterrotti e, nonostante le crisi economiche e la Fiat che piano piano sta sbaraccando, la città non solo non è morta ma sta conoscendo un nuovo splendore. E no, non è diventata né zingaropoli né spinellopoli (purtroppo) né un covo di militanti di Al Qaeda.
Perciò, fatevi un favore e votate Pisapia.
Ché dietro il collant di nylon sulla telecamera e il cerone c’è solo il traffico di Piazzale Lotto in ora di punta.

Pubblicato in: Politica, Torinese Tipico

Non sarò mai un venditore di fuffa

Qualche tempo fa è comparso in ufficio un tizio mai visto, che si è piazzato nella scrivania vuota dietro di me, impedendomi la visione di uomini nudi, che di tanto in tanto mi concedo per alleviare la dura fatica quotidiana (…Smilie: ;). A parte questo grave danno che mi ha inflitto, mi ha pure molestato col timbro sgradevole della sua voce durante frequenti telefonate, rigorosamente effettuate in marketinghese. Ho cercato di estraniarmi, ma ad un certo punto una locuzione ha perforato le mie barriere difensive e mi ha reso consapevole di una grande verità: Non Sarò Mai Un Venditore Di Fuffa.
Cos’ha detto il tizio di tanto dirompente? Ha detto: “promuovere un incontro”.
Promuovere Un Incontro.
Nel mio piccolo mondo di tecnico un incontro non si Promuove, si organizza. Al massimo potrei concepire di Indire Una Riunione, ma Promuovere Un Incontro no, mai.
Non è mai molto piacevole sapere non poter fare qualcosa. Il vendere fuffa dovrebbe essere fra le eccezioni, ma non quando vivi in un paese il cui presidente del consiglio gira spot promozionali (Promozionali…Smilie: ;) falsificando la realtà, invece di risolvere i problemi. cvs Requip

Pubblicato in: Me, myself and I, Tristizie